BibliotecaEsercitati

Politica ·

Perché la scelta del successore di Guterres è un banco di prova per le stesse Nazioni Unite?

La scelta del decimo segretario generale delle Nazioni Unite, che il 1º gennaio 2027 dovrà succedere ad António Guterres, avviene in un momento in cui l'organizzazione affronta una delle crisi più gravi di sempre. I blocchi nel Consiglio di sicurezza, la cronica carenza di fondi e il minore sostegno degli Stati Uniti, il principale finanziatore dell'organizzazione, hanno messo in discussione il suo ruolo. Allo stesso tempo, molti Stati membri sperano in due svolte storiche: la prima donna alla guida dell'organizzazione e, dopo più di tre decenni, di nuovo un segretario generale dall'America Latina e dai Caraibi.

Secondo l'articolo 97 della Carta dell'ONU, il segretario generale è nominato dall'Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di sicurezza, il che in pratica significa che la vera decisione la prendono i quindici membri del Consiglio. Per molto tempo la scelta avveniva a porte chiuse, ma dal 2016 i candidati presentano pubblicamente i loro programmi davanti a tutti gli Stati membri. Tuttavia, la selezione sostanziale avviene ancora nelle votazioni informali segrete in seno al Consiglio, di cui non si tengono verbali ufficiali.

Su ogni scheda i membri possono incoraggiare o scoraggiare il candidato, oppure non esprimere alcuna opinione, e per una raccomandazione servono almeno nove incoraggiamenti e nessun veto. Per questo i risultati vanno letti con attenzione: perfino otto incoraggiamenti significano poco se tra gli scoraggiamenti si nasconde un veto degli Stati Uniti, della Cina, della Russia, della Francia o del Regno Unito. Nel 2016, in una fase successiva, i membri permanenti votarono con schede di un colore diverso, affinché si vedesse chi avrebbe posto il veto. Alla terza votazione, il 18 settembre, Rebeca Grynspan, segretaria generale dell'UNCTAD ed ex vicepresidente della Costa Rica, ha ottenuto nove incoraggiamenti, il numero più alto fra tutti. Dietro di lei, con otto incoraggiamenti, si è piazzata Carolyn Rodrigues-Birkett, ambasciatrice della Guyana all'ONU, mentre Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ha ricevuto più scoraggiamenti che incoraggiamenti. Daniel Forti dell'International Crisis Group ha osservato che la corsa ha ora due chiare favorite, ma che nessuna delle due dispone di un sostegno sufficiente per essere al riparo da un veto.

Il crollo più netto lo ha subito Michelle Bachelet, ex presidente del Cile ed ex Alta commissaria dell'ONU per i diritti umani. La sua candidatura si è indebolita dopo che il nuovo presidente cileno José Antonio Kast ha ritirato il sostegno del suo paese. Dopo sempre meno incoraggiamenti, sei a luglio, due ad agosto e uno solo a settembre, lei si è ritirata dalla corsa il 19 settembre. Restano così sette candidati, quattro donne e tre uomini.

L'argomento a favore di una prima donna alla guida dell'ONU difficilmente può essere contestato: tutti e nove i segretari generali avuti finora sono stati uomini, e l'Assemblea generale in una risoluzione ha incoraggiato gli Stati a candidare donne. La rotazione regionale, invece, non è scritta da nessuna parte, ma molti ritengono che ora sia il turno dell'America Latina e dei Caraibi. Per la regione finora solo il peruviano Javier Pérez de Cuéllar ha ricoperto la carica, dal 1982 al 1991. L'esperienza del 2016 mostra quanto poco vincoli questa usanza: allora molti si aspettavano un segretario generale dall'Europa orientale, ma fu scelto Guterres proveniente dall'Europa occidentale.

Chiunque vinca, erediterà un'organizzazione in una profonda crisi finanziaria. Guterres ha avvertito che sull'ONU incombe un imminente collasso finanziario, perché entro la fine del 2025 i contributi non versati avevano raggiunto 1,57 miliardi di dollari. Inoltre, l'amministrazione del presidente americano Donald Trump ha tagliato sensibilmente i fondi per l'organizzazione. Il paradosso sta nel fatto che il futuro segretario generale deve ottenere il sostegno proprio delle grandi potenze le cui dispute bloccano più spesso il Consiglio di sicurezza. La prossima votazione informale potrebbe svolgersi dopo il 28 settembre, quando termina la settimana di alto livello dell'Assemblea generale.

Hai letto il testo

lettoTesto successivo →Verifica la comprensioneLe domande su questo testo arriveranno prestoEsercitati con le paroleParole del testo

Lingue

Il mio livello